Il Penetration Test è una simulazione autorizzata di un attacco informatico, eseguita da esperti di sicurezza per valutare la robustezza di un sistema. L'obiettivo è identificare e sfruttare le vulnerabilità in modo controllato, esattamente come farebbe un hacker, al fine di scoprire punti deboli prima che possano essere utilizzati per scopi malevoli. Questa analisi proattiva fornisce al proprietario del sistema una mappa dettagliata dei rischi, consentendo di rafforzare le difese e prevenire futuri incidenti di sicurezza.
Il processo si svolge nel pieno rispetto di standard etici e con il consenso esplicito del cliente, garantendo la protezione dei dati sensibili. Dopo una fase iniziale di raccolta informazioni e scansione del sistema, gli esperti tentano di superare le barriere di sicurezza. L'esito del test non è danneggiare il sistema, ma fornire un report completo sulle falle di sicurezza scoperte, permettendo di implementare le contromisure necessarie e migliorare la postura di sicurezza complessiva dell'infrastruttura.
L'ethical hacking è una strategia di sicurezza informatica fondamentale che adotta il punto di vista di un potenziale aggressore per proteggere i sistemi. In pratica, consiste nel mettere alla prova le difese di un'infrastruttura IT, come un sito web o un'applicazione, utilizzando le stesse identiche tecniche e strumenti impiegati dagli hacker malintenzionati. L'obiettivo, però, è diametralmente opposto: non si cerca di causare un danno, ma di scoprire le falle di sicurezza prima che possano essere sfruttate per rubare dati sensibili, diffondere malware o interrompere servizi. È un approccio proattivo che permette di giocare d'anticipo, trasformando la mentalità offensiva in un potente strumento di difesa.
L'ethical hacking è una strategia di sicurezza informatica fondamentale che adotta il punto di vista di un potenziale aggressore per proteggere i sistemi. In pratica, consiste nel mettere alla prova le difese di un'infrastruttura IT, come un sito web o un'applicazione, utilizzando le stesse identiche tecniche e strumenti impiegati dagli hacker malintenzionati. L'obiettivo, però, è diametralmente opposto: non si cerca di causare un danno, ma di scoprire le falle di sicurezza prima che possano essere sfruttate per rubare dati sensibili, diffondere malware o interrompere servizi. È un approccio proattivo che permette di giocare d'anticipo, trasformando la mentalità offensiva in un potente strumento di difesa.